Sull'Arte della Rivoluzione Umana

Se dovessi esprimere con una frase qual'e' il punto di partenza della mia ricerca artistica, non potrei fare a meno di citare la seguente di G. C. Argan:

L'arte contemporanea, non e' tale soltanto perche' "e'" l'arte del nostro tempo, ma perche' "vuole" essere del proprio tempo: contemporanea e partecipe, in senso positivo o negativo, della situazione non soltanto politica ma culturale.

Ma come sono i nostri tempi? Qual'e' la situazione culturale e politica? O meglio, qual'e' la condizione dell'uomo? Perche' da li parte tutto. Se si vuole trovare un significato alla politica, alla cultura, come alla scienza e alla religione. Tutte cose nate e pensate per servire l'essere umano. Cose che spesso hanno preso vita propria: si sono dimenticati dell'uomo.
L'arte come parte integrante e come creatrice di cultura, nel mio modo di vedere le cose, penso si debba assumere il compito di indagare, scoprire e riscoprire l'umanita'.
Nelle singole persone come nelle societa'. E' l'unica risposta che mi viene di dare alla pesante crisi d'identita' che colpisce la societa' moderna. Gli individui sono bombardati da modelli offerti da una cultura ufficiale (dai media) e indossano questi come maschere.
Questa comunicazione unilaterale isola ancora di piu' le persone perche' non sostenuta da uno scambio da esperienza ad esperienza. Quando avviene un'interrelazione, questa e' insana perche' si tratta di rapporti tra identita' fasulle. Sono fermamente persuaso che con questo sistema molte menzogne sono diventate verita' accertate, solo perche' comunicate a senso unico dai media; dall'alto al basso.
Per di piu', la figura dell'intellettuale non sente piu' nessuna responsabilita' nei confronti della societa', del mondo in cui vive. Di conseguenza il mondo della cultura e' fin troppo spesso autoreferenziale.

Nei dipinti che avrete modo di osservare in questo sito, sono raffigurate persone diverse per fisionomia e per storia. Ho voluto ritrarle cercando di superare l'approccio distaccato di chi osserva, ma piuttosto relazionandomi con loro. Considero questa una condizione fondamentale del mio modo di lavorare. E spero che questo dialogo possa continuare, almeno in maniera simbolica, con i fruitori di questi lavori. Comunque e' pur sempre un passo in direzione contraria di quella della moderna e frustrante mancanza d'identita'.